Pensieri ad alta voce · Vita da mamma

Mi rimbocco le maniche 

Sono stata una bambina modello.Mia madre lo dice ancora oggi con una punta di orgoglio, l’unico mai dimostrato nei miei confronti: “non ti lamentavi mai, dormivi tutta la notte fin dai primi mesi, dove ti mettevo stavi, era quasi come non averti”. 

Se la rileggete, vi sembrerà la descrizione di un animale domestico. Probabilmente avrò imparato da subito a corrispondere alla figura di me che aveva in mente mia madre. E sinceramente provo una grande pena per quella me bambina. 

Di certo è una descrizione che non si adatta per niente ai miei figli. 

Per fortuna. 

Anche se questo mi porta a degli “scontri furibondi” con mia figlia. La sua esuberanza, la sua strafottenza, il suo sguardo dall’alto in basso (seppure dal basso dei suoi 120 cm), mi innescano una rabbia che, prima di lei, non credevo possibile. 

E mi spiace che lei abbia questo “potere” di trasformarmi in un brutto essere urlante che alza la voce e dice alla propria figlia che non la sopporta più e che non vede l’ora che riprenda la scuola. Che razza di madre sono?!

Una madre esaurita che non merita i propri figli, mi dico. 

E sento lacrime rabbiose salirmi agli occhi. Ce l’ho con me, solo con me, perché le lascio credere che sia lei a farmi arrabbiare e invece penso che sia la rabbia verso mia madre che mi ha insegnato a tenere la bocca chiusa e non disturbare mai, ad uscire. 

E la rabbia verso di me perché il comportamento di mia figlia mi dimostra che c’era un’alternativa percorribile, il mio essere bambina invisibile, trasparente, silenziosa, timida, poteva essere diverso. Ed è colpa mia se non l’ho percorsa. 

Allora cerco di dimostrarle coi fatti che la amo, così com’è, che non voglio che si comporti come una statuina anzi, però che si deve comportare con rispetto verso tutti, mamma compresa. 

Sebbene certi giorni sono la prima a pensare di non meritarlo. 

Ho un gran lavoro da fare. E non ho tempo da perdere. 

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20 risposte a "Mi rimbocco le maniche "

  1. Innanzitutto tutto ti abbraccio. Sai, essere consapevole non è da tutti. Tu sei lucida e cosciente e questo è un ottimo punto di partenza per migliorarsi. I bambini mettono tutto in discussione, toccano tasti dolenti e beccano tutti i nodi irrisolti. No, non siamo persone risolte, e loro lo sanno, battono dove il dente duole. ti consiglio il libro di Roberta Cavallo “sei un bravo genitore se”. Prova a ricominciare da te. Doppio abbraccio ❤

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    1. Grazie. Mi prendo l’abbraccio e mi ci accoccolo un attimo dentro.
      Il libro che mi hai consigliato ce l’ho sul comodino. L’ho comprato mentre aspettavo Diego, e Giulia manifestava qualche gelosia man mano che cresceva il pancione.
      È stato allora che ho capito che il lavoro “grosso” lo dovevo fare su di me, non su di lei.
      Dico sempre a mia figlia che non ha pazienza ma io sono la prima a insegnarle – sbagliando in pieno – a perderla in fretta.
      Ho abbandonato la lettura per mancanza di tempo (oramai sembro un disco rotto, non riesco a concludere niente di quello che vorrei), ma fino a dove avevo letto mi era stato prezioso sia per guardarmi dentro che per iniziare a lavorarci su.
      In quel periodo ho discusso parecchio anche con mio marito che non approvava l’approccio di Roberta Cavallo, mentre a me sembrava convincente e molto utile.
      Sai che ti dico? Domani accantono un po’ le letture che ho in corso e provo a riprenderlo in mano. Grazie ancora. Ricambio l’abbraccio ❤️

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      1. Non fa miracoli eh, mi sa che i miracoli non esistono… Esiste solo lavorare su se stessi. Roberta Cavallo secondo me è un po’ “utopistica” a tratti esagerata, e quando mio figlio fa un capriccio (taaaanti, tanti credimi) e io cerco di applicare il suo metodo il mio compagno puntualmente mi accusa “se fa tutti questi capricci è per colpa di questi metodi dolci”. Però su molte cose ha ragione , o comunque fa riflettere, che è già un buon punto di partenza. 😊 Buonanotte

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      2. Anche a me papà diceva che era un metodo troppo dolce.. però magari tra l’urlare e la dolcezza, ci va la giusta via di mezzo.
        In fondo, a parte quando ci si mette di brutto a fare i capricci per gelosia o stanchezza, il resto delle volte sono io che mi lascio “provocare” dal tono o dall’atteggiamento che assume con me. E solo con me. Non con il papà. Non con i nonni.
        Ho da lavorarci un bel po’ mi sa.
        Buonanotte anche a te 😘

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  2. Mi rendo conto che fare la mamma non è semplice anzi si hanno tante responsabilità in primis la crescita dei figli e la modalità della stessa che non è poco…sicuramente vivendo si capisce che tipo di genitore voler essere e questo è già un passo avanti 😉

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    1. Esatto. Poi forse è anche un fatto di autostima..
      Io credo di non averne granché.. e in questo modo mi metto sempre in discussione. In fatto di educazione dei bambini non imbocco mai una strada ad occhi chiusi, sono in fase continua di revisione ed aggiustamento.. non mi siedo sugli allori mai. Rivedo e correggo il mio comportamento, rivedo e cerco di aggiustare il tiro con loro.
      Spero sempre di far il meglio possibile.. 😬

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  3. Questo tuo articolo mi ha fatto pensare tanto.
    Per scelta non parlo di lui nel blog ma ne avrei da dire al riguardo. Delle notti a piangere per la rabbia che mi fa venire con certi atteggiamenti….in realtà mi sta insegnando. A lasciar andare.
    Lo detesto quando non posso controllarlo.
    Quando mi da per scontata, quando alza le spalle senza rispondere, quando non capisce i miei sforzi……ecc….
    Da ogni lite impariamo qualcosa, cresciamo con loro.
    Impariamo a perdonarci in fretta ❤ lasciamo andare e prepariamoci per l'avventura seguente

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    1. Ecco, vedi come descrivi A.? Sembra lei. Solo che lei ha 5 anni.
      E mi spiazza questa sua falsa “indipendenza”, quel ceffo che a volte assume e sembra dirmi “guarda che tanto io posso far a meno di te quando voglio eh..”
      Oltre a perdonarmi, io devo imparare a non perdermi nell’errore di cercare di cambiarla, di renderla più simile alla bambina che ero che non rompeva le scatole a nessuno..
      Non vorrei che da adulta si sentisse come mi sono sentita io. Il mio maestro di shiatsu mi ha detto che ho fatto un gran lavoro già rendendomene conto. Io penso che ho appena cominciato. Di lavoro ne ho…
      Grazie, un abbraccio Sere

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      1. gioia A era cosi a 2 anni.
        A 3 si è morso un dito facendosi uscire il sangue perchè non gli lasciavo buttare il passeggino in piscina. A 5 ha gridato per il mercato di Falconara che voleva i servizi sociali perchè non gli compravo un gomitolo di lana ti GIURO SU DIO. Un’altra volta non voleva andare via da casa di una mia amica ha urlato cosi forte che il vicino è uscito e ha chiesto costa stava succedendo ho passato 1 mese temendo che mi avesse denunciata.
        Oggi gli stavo pulendo la stanza e mi ha chiamato QUELLA. (L’ho preso per i capelli però 😉 )
        E’ snervante….vado a letto che dico “ok medito” e sono tutta un fremito di rabbia verso di me, di lui, di me, di lui, di me….mi sento una frana uno schifo, una madre da buttare, piango un pò e poi mi perdono. E riparto.
        Sono ragazzini strani questi gioia, hanno un’anima antica e faticano a stare alle regole…..bisogna non mettersi assolutamente in sfida, almeno con A. ma non è facile dopo il lavoro,le pulizie, la cena i gatti, il cane e so mare bea 🙂 come dicono qui a PD

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      2. 😳 madonnina, ho finalmente trovato chi mi capisce! Non per il “mal comune, mezzo gaudio” ma perché, vedendola da fuori non mi crede nessuno. Nemmeno mio marito, perché con lui è molto molto meno tremenda.
        Immagino che abbiamo avuto in dono dei figli così perché dobbiamo imparare qualcosa, giusto?
        So mare bea, che poi saresti tu, mi ha fatto piegare 😜
        Io le dico sempre “quela che t’ha cunà” che poi sarei io 😂

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      3. esatto so mare bea saria mi 🙂 🙂 🙂
        Sì, sono qui per un motivo e vanno presi in un certo modo. Questa è la teoria, La pratica è che 2 mesi fa gli ho fatto volare il cell dal balcone. Con conseguente pianto suo, mio e del portafoglio per ricomprarglielo. Non è facile per niente…..ma non abbiamo tempo per mollare o frignare troppo 😉 quindi perdonarsi in fretta e pedalare 🙂

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