Alimentazione vegetariana

V come viaggio, V come veg #3 – le giornate no


Per coerenza vorrei condividere con voi anche queste giornate no in cui questa scelta mi pesa un po’. 

Fa caldo. E la voglia di accendere i fornelli rasenta lo zero. Quella di cucinare anche. Vivrei di gelato, se fosse facile reperire quello di latte di mandorla. 

Ed eccomi al nocciolo di queste giornate no. 

La scelta veg è impegnativa, almeno per quel che mi riguarda, da questo punto di vista. 

Non esiste “la scatoletta di tonno” salvacena, come faceva mia mamma quando eravamo bambini. 

E anche quando -controvoglia e rimandando un’altro milione di faccende- impiego delle ore a lavare e tagliare, affettare, tritare e cuocere verdure.. a cena sono punto e a capo. 

I legumi in casa mia nessuno li mangia volentieri, e di cucinarli solo per me mi passa la voglia. 

Ho provato a cucinare il ragù di tofu e ne ho preparato in più, in modo che potesse bastare per tutti per un paio di volte. Ero soddisfatta, perché era proprio buono. Giulia era entusiasta che ci fosse pasta al ragù… fino a che non l’ha assaggiata e ha detto “non mi piace, non è ragù vero.. l’hai fatto col tofu!” e ha mangiato pasta con il pesto (con formaggio vero) fatto da mia mamma. Seguita a ruota da mio marito. Son soddisfazioni. 

Ci si mette anche il piccolo di casa. Che di minestra (che mi permetteva di unire nel piatto unico cereali, verdura, legumi, grassi buoni e la giusta quantità di omega 3 e omega 6 in un solo colpo) non ne vuole più sapere, la pastina.. quella piccola è troppo piccola è la rifiuta perché non è da masticare, di quella più grande ne mangia 10 cucchiaini e poi si stufa 😱

Ecco. Sono un po’ “scoraggiata”. 

1. Non si può vivere di insalatona col tofu (il piccolo di casa men che meno). 

2. anche volessi cavarmela con un panino di tanto in tanto, gli affettati vegetali non li digerisco neanche dopo una settimana. 

3. tempo per sperimentare e spignattare ultimamente ne ho meno che mai..

4. e se pure lo trovo, poi nessuno apprezza (a volte nemmeno io, lo ammetto.. ho fatto uno spezzatino di tempeh qualche settimana fa che mi sono ficcata giù pranzo e cena per due giorni.. 🙈) e mi verrebbe voglia solo di ordinare pizza a domicilio. 

Qualcuno di voi si è trovato nelle stesse “sabbie mobili”? Come ne siete usciti?

Se qualcuno ha idee semplici, veloci pur rimanendo sane ed equilibrate.. sono tutta orecchi..

(Almeno stasera sono riuscita a evitare la pizza a domicilio: piadina di farro integrale con hummus di ceci e pomodori per me e Giulia, risotto semintegrale con zucchine per mio marito. Pomodori, carote in pinzimonio e carote al vapore a volontà.. ma domani??) 

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24 thoughts on “V come viaggio, V come veg #3 – le giornate no

  1. Sarò onesto: io al veg non ci credo. Magari vegetariano sì, ma vegano proprio no. Il totalmente vegano non esiste: anche le piante si nutrono di animali (la terra stessa è composta anche da resti animali).
    Perché poi per coerenza si dovrebbero evitare scarpe, borse e cinture in pelle. Magari per le seconde 2 si può fare, ma le scarpe buone, si sa, quelle fatte bene che non fanno male ai piedi, specialmente per i nostri bambini, sono di pelle. E quindi magari si va sul sintetico, sul cotone, magari dimenticandoci del fatto che anziché degli animali in questo caso vengono sfruttati dei bambini in chissà quale parte del mondo.
    Bisognerebbe non usare più le creme, medicinali, vitamine e integratori, e un sacco di altre cose. Qui un’interessante immagine: goo.gl/BxGhEU
    Il veg e il salutista vanno di moda. C’è una rincorsa al “sano a tutti i costi” dimenticando che mangiare deve anche essere un piacere, e no, i vari surrogati della carne non sanno di carne, e i vari prodotti di soia sanno di soia. Sono d’accordo sul fatto di evitare il cibo spazzatura, di limitare l’uso della carne, di cercare di mangiare sano e naturale, magari verdure dell’orto di casa, ma l’integralismo alimentare, come tutti gli integralismi, a mio avviso è sbagliato.
    Credo che una scatoletta di tonno salvacena non abbia mai ammazzato nessuno, il voler allevare forzatamente bambini vegani qualche vittima (ahimè) l’ha invece fatta.
    Ti lascio con una frase sentita da una persona qualche tempo fa: una frase futile, sempliciotta, anche superficiale, ma che mi ha dato da pensare:
    “Devo vivere da ammalato per morire sano?”

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    1. …ti inviterei a riflettere che “i malati” (ahimè…anzi ahinoi…) si nutrono con le flebo e non hanno il tempo di “sparare interventi” dietro un monitor ed una tastiera. Avere consapevolezza della sofferenza del mondo animale, e fare scelte che non ledono la libertà altrui è una libera scelta.
      ….buona giornata

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      1. Credo tu non abbia colto il senso di quella mia frase (riportata tra l’altro, e con tutte le precauzioni del caso). Tra l’altro una frase uscita in un contesto più generico, non riferita al mondo veg. Non mi reputo un leone da tastiera, né tantomeno vado a mettere bocca sulle libere scelte delle persone, scelte che a me non danno certamente fastidio o che ledono la mia libertà. Credo però sia anche una mia libertà legittima poter pensarla diversamente (e non credo di avere offeso o attaccato nessuno, e se l’ho fatto, chiedo scusa per il fraintendimento) e argomentare queste mie riflessioni in maniera civile senza venire per questo a mia volta attaccato.
        Spero di strapparti il sorriso con una frase di Woody Allen (e specifico che io non sono fumatore):
        “Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.”

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      2. perdonami se ti sei sentito attaccato a tua volta, ma avevo colto perfettamenteil senso della “tua” frase! Apprezzo maggiormente la frase di W. Allen, e la tua risposta è stata esempio d’educazione e consapevolezza! E’ legittimo che tu possa pensarla diversamente, e mi fa piacere che un minimo ti abbia portato a riflettere il mio intervento. Se volevi strapparmi il sorriso ebbene sì, ci sei riuscito. 😉 Buona giornata

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    2. Ciao, comprendo il tuo punto di vista.
      E concordo con te, ultimamente il veg e il salutista vanno di moda. Ma chi fa questa scelta per rincorrere la moda non credo sia spinto da notificazioni forti.
      Io e mio marito (lui più scettico) abbiamo intrapreso questa strada per i suoi problemi di salute.
      La strada “onnivora” che stavamo percorrendo prima, su di lui aveva effetti veramente negativi perciò ha deciso di provare a dar una possibilità all’alimentazione senza prodotti di origini animali.
      Dalla sera alla mattina non è semplice, c’è chi impiega anni nella fase di transizione.
      Io personalmente sono anni che tendevo all’alimentazione come la intendi tu (no cibo spazzatura, poca carne, verdure da orto) e eliminare la carne, tanto per dirne una.. è stato un passaggio che è arrivato da se. Semplicemente non mi piace e non mi manca, non la cerco.
      E quando mangio affettato di lupino, non cerco certo il sapore della mortadella. Ecco.
      Poi, non sono e non voglio diventare una integralista.. pensa, sono così poco integralista che al ponte del 25 aprile mi hanno invitato a mangiare la fiorentina.. manco lo sapevano che fossi vegetariana. Ho mangiato quello che c’era (la fiorentina no, non ce la posso fare) senza far pesare la mia scelta a nessuno e soprattutto non mettendo a disagio i padroni di casa.
      Per quanto riguarda le vittime causate da questo stile alimentare… parliamo di diete non pianificate, senza supervisione medica, addirittura un bambino era solamente allattato al seno a più di 3 anni..

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  2. Per mangiare ci vuole fantasia! Parecchie volte son stato sopraggiunto da sconforto trovandomi in ambienti ostili al mio regime d’alimentazione o attorniato da persone che pensavano mi stessi privando dei piaceri della vita! Cambiare abitudini alimentari dopo decenni di abitudini, di roba propinata per “il volere dei più”, e per aver avuto consapevolmente il prosciutto sugli occhi NON è cosa affatto semplice! Ma cosa è semplice in questa vita? Nulla…nemmeno un panino al prosciutto se il prosciutto avresti dovuto sezionarlo da un maiale, stagionarlo, affettarlo e portarlo in tavola stracolmo di spezie e additivi per renderlo piacevole al palato! È la verità…un pezzo di carne senza spezie e condimenti non risulterebbe appetibile per il ns palato, quindi perchè dovrebbe esserlo un tempeh, o un affettato di lupino? Esiste il meraviglioso mondo delle spezie che mi si è aperto e mi ha sconvolto in positivo da quando ho fatto la mia scelta VEG! Non immaginavo come un piatto di fagioli sconditi avesse potuto cambiare sapore con del sale, della paprika dolce e dei semi di finocchio tritati… di come una manciata di lenticchie potesse essere una nota fuori dal comune aggiungendoci del trito di alloro e un cucchiaino d’aceto di mele… e potrei andare avanti all’infinito! Ho parecchie volte stupito, e continuo a farlo, invitando persone a pranzo/cena dove propongo loro delle portate senza dire loro che son fatte a base di “macinato vegetale” o di formaggio vegetale”! Molti di loro partirebbero prevenuti e farebbero l’errore di paragonare la mia proposta vegana con la corrispettiva onnivora! Nulla di più sbagliato SI TRATTA DI DUE MONDI DIFFERENTI E TOTALMENTE OPPOSTI! La frittata classica a base d’uovo NON è affatto come una frittata di farina di ceci, ma non vedo il motivo perchè le zucchine o le patate in essa incorporate se ben condite e col giusto equilibrio di sapidità debbano essere disprezzate! Lo sconforto o la disapprovazione da parte dei parenti ce l’avrai in eterno se la scelta veg non parte direttamente da loro stessi ma diventa una tua esortazione! Tutti abbiamo avuto dei momenti “no” e si ripropongono di continuo,ma sta a noi aprire la mente a 360 gradi e cercare, sperimentare, riproporre e azzardare😉👍 Se fai un salto sul mio blog di tanto in tanto potrai prendere spunto di ció che propongo e mi re-invento in maniera insolita e stimolante… sentiti liberissima di scrivermi se mai potessi esserti d’aiuto saró felice di poterlo fare! Buona giornata e tieni duro 😉👊🌱

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    1. Grazie!!! Di certo continuerò a passare da te alla ricerca di spunti 😉
      Del mondo delle spezie per esempio ho pochissima esperienza. Quasi zero. Non so cosa “sta bene” con un dato alimento o meno.
      Ma nella farifrittata metto sempre la paprika dolce 😉😋
      Buonanotte a te. E ancora grazie

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  3. quoto CHef V, al 100%, non demorderti….cerca sui vari blog, cerca ispirazioni, usa le piantine e le spezie, non mollare! Anche x me è dura…..a volte..ieri volevo morire dal male al polso….ma c’è sempre una soluzione!
    Guarda “curarsi con gusto” su fb….
    la farifritatta la conosci???

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      1. non ci avevo mai fatto caso in 20 anni ma ora che seguo questa dieta e che sto “meglio” noto molte più cose, è come se fossi più lucida e sì, sto notando in questi gg che è abbastanza correlato….

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