Vita da mamma

come un treno in corsa

Si corre, si corre, questa settimana.. lavorando come una matta per poter partire tranquilla e lasciare tutto in ordine in ufficio.. non sopporterei di partire sapendo di aver lasciato lavoro che compete a me in sospeso.

Sono fatta male. Non mi sentirei a posto con la coscienza. Oltre a darmi fastidio pensare che altri possano mettere mano nelle mie cose.

Questo per me vuol dire anche svegliarmi nel cuore nella notte e inviare una mail alle 03.36 perché avevo dimenticato di farlo nel pomeriggio. 😱

Dato che Diego non è un gran dormiglione, mio malgrado, oramai ho perso la necessità di dormire 9-10 ore per notte.. forse ci ho fatto solo l’abitudine.. fatto sta che fino a mezzanotte resto sveglia a fare piani minuziosi della giornata successiva: pasti da cucinare, lavatrici da fare, bambini da portare a scuola, da riprendere, nonni, zia, ufficio.. 🤪 e poi.. alle 7 sono già in movimento! 😳

Solo qualche mese fa erano ritmi impensabili per me! Come cambiano le cose, eh? Sono stanca e tirata, è vero, però sento che sono in grado di farcela.

Così ho messo da parte le mie scarpe preferite e rispolverato le Converse.. con tutto questo correre potrei rimetterci l’osso del collo!! 🤣

Allora avanti tutta e denti stretti.. la partenza è vicina! 😍🚢

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Vita da mamma

5 giorni alla partenza

Ed è arrivata la fatidica domanda:

Che cosa si mette in valigia con questo clima birichino e un po’ lunatico?

Indovinare l’abbigliamento per grandi e piccini sarà un terno al Lotto.

Destinazione: Venezia – Bari – Atene – Katakolon/Olimpia – Spalato in crociera

Consigli?

Vita da mamma

Una vita in vacanza

Mi sono svegliata prima dell’alba.

Diego ha dormito per quasi 6 ore filate stanotte. E per me è una così grande novità che alle 5.32 ero più che appagata da questo “enormemente” inusuale sonno ristoratore.

Fatto un salto in ufficio per sbrigare un paio di faccende urgenti, è iniziato il sabato in famiglia fatto di corso di nuoto per Giulia, spesa, tempo insieme e commissioni varie.

Lasciato Diego con papà, io e Giulia siamo partite alla volta della biblioteca, appuntamento fisso del sabato mattina da quando ha compiuto due anni. Sono orgogliosa di averle trasmesso la mia passione per i libri e la lettura e, anche se a volte costa un po’ di sacrificio in termini di tempo per riuscire a incastrare tutto nei sabati perennemente troppo “stretti”, cerco di rispettare sempre questo nostro appuntamento.

Oggi, per l’occasione di corsa e in ritardo per il corso di nuoto, ho grattato il cerchione della macchina. Chissà come sarà contento di vedermi mio marito quando tornerò a casa! 😝

E mentre finendo di parcheggiare recitavo sottovoce il mantra: “merda merda merda” (perdonate il francese) e Giulia mi chiedeva cosa stessi dicendo, alla radio hanno lanciato Lo Stato sociale.

Si è distratta subito: “mamma, alza.. che questa canzone mi piace tantissimo!”

Ecco, è stato lì che ho pianto.

Ma mica per il cerchione, gli oggetti sono solo oggetti.

Ho pianto perché guardando nello specchietto retrovisore ho visto una bambina di 6 anni che cantava a squarciagola:

Una vita in vacanza

Una vecchia che balla

Niente nuovo che avanza

Ma tutta la banda che suona e che canta

e mi sono resa conto che è già finito il tempo de “il coccodrillo come fa”.

E ho pianto perché sentirla cantare con così tanto trasporto e sentimento mi ha fatto sorridere e venire la pelle d’oca per l’emozione, tutto insieme.

Non ho nostalgia per il tempo già passato, ma voglia di accompagnarla giorno per giorno, di cambiamento in cambiamento.

❤️

Vita da mamma

Dialogo tra padre e figlio

Prendete due uomini, durante un cambio pannolino. Rispettivamente: 37 anni e 20 mesi. Appostatevi dietro la porta e cercate di trattenere le risate.

Papà, al figlio che cerca di divincolarsi e scendere dal letto mentre gli sta infilando il pigiama: dove vuoi andare Diego?

E Diego: tette! Tette!

Papà: e chi è che ha le tette?

Diego: mamma.

Papà: E cosa c’è dentro?

Diego: atte

Papà: e com’è il latte della mamma?

E Diego: mmmmmmm

😂😂😂😂😂😂😂😂

Vita da mamma

Entro qui..

.. è da poco passata la mezzanotte.

Tardissimo, per me, perciò entro in punta di piedi. Giusto per togliere un po’ di polvere e fermare un pensiero.

È stata una giornata strana, frenetica, strapiena ma.. serena. Ed ho quasi paura a dirlo. Perché a dispetto del nome, la serenità non è proprio cosa mia..

Sveglia, colazione, vestiti per i bambini, macchina, scuola per uno, nonna per l’altro, ufficio, macchina, casa, pranzo, lavoro, scoperte negative ma utili e importanti, la chiamata del commercialista 1, riprendere Giulia a scuola, la scansione del passaporto, merenda per tre, la chiamata del commercialista 2, rifare i letti alle 16 e pure col sorriso, riaccendere il pc, stampa di documenti per domani, chiamata del commercialista 3, cena, divano, coccole.

Alt. Qualcuno ha detto passaporto?

Si. Non so nemmeno io come sia successo ma alle parole pronunciate da mio marito “non possiamo mica sempre e solo lavorare”, dato che lavora sempre come un mulo, non me lo sono fatta dire due volte e sono corsa in agenzia viaggi e ho acchiappato un last minute.

Ho sfidato la mia paura di riprendere a viaggiare. Per ora faccio la “spavalda”. Vi saprò dire tra neanche 20 giorni, quando dovrò fare le valigie..

Per adesso, buonanotte.