Vita da mamma

Houston, mi arrangio?

Fatta l’ultima visita che dovevo fare per la mia “revisione” posso tirare il fiato e dire che è davvero tutto ok.

La salute tutto ok. Molto bene.

Non la do mai per scontata, anzi passo dei periodi da ipocondriaca 😬 soprattutto quando sono molto stanca e gli ormoni del ciclo ci mettono del proprio, ma questa è un’altra storia.

Al lavoro, tutto bene. Anche se ieri sera sono uscita dall’ufficio alle 19,30 dopo un incontro con il nostro avvocato, la cena ovviamente non era pronta e non mi sono sentita perfettamente a posto con la coscienza di mamma.

Sto lavorando come una pazza, su un progetto che non conoscevo, mollato dalla sera alla mattina da 4 persone che -per motivi diversi fra loro- se ne sono andate senza nemmeno fare un passaggio di consegne.

E il bello è che devo ammettere che me la sto cavando egregiamente.

Non sapete quanto sia strano, per me, dirlo.

Oggi, lasciando l’ufficio a ora di pranzo, mentre aspettavo che si aprisse il cancello per uscire con la macchina, mi sono guardata negli occhi nello specchietto retrovisore e mi sono detta:

Ohi, sai che sono abbastanza fiera di te?

Ok, quando ho partorito il pensiero, un microsecondo prima di dirmelo, quell'”abbastanza” non c’era.. ma è difficile perdere le vecchie abitudini.

È una cosa talmente nuova per me, apprezzarmi.

Apprezzarmi davvero. Nel fisico, pur con i miei mille difetti. Nelle mie capacità, pur con le mie duemila lacune e mancanze.

Accetto tutto di me, oggi.

Non so se durerà ma è una bella sensazione. Contagiosa, che mi da la spinta per alzarmi dal letto alla mattina con quella sensazione positiva appiccicata addosso.

Anche se le giornate sono complicate.

Ce la posso fare. 💪🏼

Quanto è bello, per una volta, non aver bisogno che sia qualcun altro a dirmelo per credere in me stessa??

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Vita da mamma

La revisione

Mi spiace non aver tempo di fermarmi e passare a leggere un po’ di post arretrati, ma negli ultimi giorni, oltre a casa, bambini, marito e lavoro, sono impegnata nel fare la revisione.

Non della macchina.

Ma di me medesima 😅.

Rimandavo da tempo immemore esami e visite di controllo.. avevo impegnative pronte ma continuavo a rimandare in attesa di avere tempo.

Poi, una settimana fa, mi sono svegliata e mi sono detta: ecchecavolo! Brontolo tanto con mio marito che deve pensare di più alla sua salute.. e mi metto a trascurare così la mia?!

Detto. Fatto. C’è da dire che quando sono decisa poi non mi ferma più nessuno.

Ci è voluta un’intricatissima programmazione di chi porta i bambini, chi li va a prendere, vieni a casa tu o li porto da mia mamma, ecc ecc.. ma ci siamo riusciti:

– esami del sangue ✅

– consulto da un nuovo dentista ✅

– visita oculistica ✅

– occhiali nuovi ordinati ✅

– pap test ✅

– controllo ginecologico ✅

Ora mi manca solamente la mappa dei nei (che è la cosa che temo di più perché ho dei sospetti 😰 ma non voglio fasciarmi la testa) tra una decina di giorni e poi penso di poter dichiarare la revisione conclusa.

Ma possibile che a noi mamme risulti così difficile pensare un po’ più a noi? E poi ci ritroviamo magari, come nel mio caso, a fare tutto in una volta?!

Io una tirata d’orecchi me la sono data eh..

Voi come siete messi?

Vita da mamma

I miei 10 minuti

Eccomi, finalmente.

Mi prendo 10 minuti per me, per guardarmi dentro e mettere nero su bianco quello che vedo.

Che per me equivale a dirmi le cose in faccia.

Volente o nolente, è passato qualche giorno dal momento in cui in ufficio ho ricevuto una notizia che mi ha spiazzato. Ho accusato il colpo e ho dovuto prendermi del tempo.

Quasi tre anni fa, è stata la stessa notizia a darmi il colpo di grazia e farmi finire a raschiare il fondo.

Quel che stato è stato, oggi posso dire di stare abbastanza bene anche se questo dipende da un impegno costante.

Ma proprio perché arrivare fin qui mi è costato fatica e tanto tanto lavoro su me stessa, mi sono chiesta se stavolta fossi disposta a farmi portare a fondo di nuovo.

E la risposta è stata NO.

Certo, anche stavolta farò quel che devo, testa bassa e avanti tutta, ma senza farmi fagocitare cercando di fare oltre le mie reali possibilità. Oggi ho anche due figli, una casa da mandare avanti, un marito la cui salute non mi lascia mai dormire sonni al 100% tranquilli.

Mi rendo conto che sembra che io stia parlando in codice. Il fatto è che lavoro e vita privata per me sono strettissimamente correlati.

Lavoro nella società principale di mio marito e, al contempo, gestisco la parte amministrativa delle altre tre società diciamo minori.

Tutto ciò ha tanti pro, lo devo ammettere, ma anche tanti contro.

Uno fra tutti dover fare spesso da mediatrice tra i soci, da portavoce, qualche volta da ago della bilancia.

Tutto ciò ovviamente oltre al mio lavoro ordinario.

E lo faccio volentieri, certo, nel normale orario di ufficio, di sabato, domenica, dopo cena, al telefono reperibile sempre.. perché dopo tanti anni è come se fossi il capo di me stessa e quindi all’andamento positivo delle cose ci tengo come se le aziende fossero anche mie.

Questo mi porta a non risparmiarmi MAI.

E ora devo stare attenta, perché avvicendamenti interni e alcune collaborazioni in bilico potrebbero restituirmi un carico da 1000 che per il mio carattere non esiterei un secondo a caricarmi sulle spalle.

MA STAVOLTA DEVO ANCHE RICORDARMI DI TUTTO IL RESTO.

Senza lasciarmi fagocitare e poi consumare cercando di fare wonderwoman.

Ora lo so.

Ora me lo sono detto chiaro e tondo.

Adesso non mi resta che darmi anche retta.

Pensieri ad alta voce

Buonanotte

Piove.

Piove.

Piove.

Lava via la stanchezza.

La delusione.

La rabbia.

Per aver avuto quotidianamente a che fare con delle persone per mesi, anni.. e aver creduto di aver instaurato un bel rapporto.. per poi scoprire che era tutto finto, che di autentico forse non c’è mai stato niente.

Io ho dato sempre quel che mi sono sentita di dare e detto sempre quello che mi son sentita di dire.

Non ho rimpianti, se non quello di aver riposto preziosa fiducia nelle persone sbagliate.

Sono sicura che tra qualche tempo sarò in grado di lasciarmi tutto alle spalle.

Nel frattempo, auguro loro SONNI AGITATI E DIFFICILI.

Vita da mamma

Come “ho vinto” la mia paura di viaggiare?

La risposta è “non lo so”.

Se una volta non ero fifona, con gli anni lo sono diventata.

L’ultimo vero viaggio risaliva al gennaio 2014, quando Giulia non aveva ancora nemmeno due anni. Con lei avevamo fatto una crociera nell’Oman ed Emirati Arabi. Fantastica.

Sebbene durante il volo di ritorno, durante lo scalo tecnico a Cipro, fossi quasi pietrificata dalla paura che salisse a bordo qualche “malintenzionato”, chiamiamolo così, è stato dopo che per me sono iniziati i guai.

Per me l’anno successivo è stato difficile, per motivi personali che mi hanno ribaltata a terra come fa la palla da bowling coi birilli. Il continuo sentir parlare di attentati in giro per l’Europa ed il mondo poi mi facevano cadere sempre più giù. Strike.

Con questo stato d’animo, a giugno del 2015 mi sono lasciata convincere dalla mia famiglia a passare una settimana in Puglia.

Finché stavo all’interno del piccolo villaggio neanche tanto male, ma in spiaggia avevo i nervi a fior di pelle, nei luoghi con più di 15 persone ero tesissima. Inutile dire che quando sono tornata ero stremata.

Da allora ho smesso di andare a concerti, manifestazioni, di frequentare fiere o anche semplicemente di andare a fare due passi in centro a Verona.

Non ho più messo piede in nessuna stazione o aeroporto e quindi smesso di viaggiare.

A parte il mio paese di residenza, nel 2016 e 2017, gli unici luoghi che ho visitato sono stati Jesolo e un paesino della ValPusteria, luoghi in cui ero già stata e che in qualche modo mi davano una certa sicurezza.

Bello scenario, starete pensando.

Chissà come ho deciso di partire per questa crociera?

Per prima cosa: la voglia, dopo tanto tempo, di scoprire un altro pezzetto di mondo.

Poi la necessità di voler staccare la spina e soprattutto di far staccare la spina a mio marito che nei primi mesi di quest’anno ha affrontato un sacco di rogne con una delle sue società e alla sera quando rientrava aveva sempre la mente piena di guai e uno sguardo che faceva pena.

Terza cosa: un po’ di incoscienza mista alla decisone presa di fretta, senza pensarci due volte.

Fatto le valigie.

Partita tranquilla.

Ma la sera prima di sbarcare ad Atene, sul letto trovo questo:

Mi si è gelato il sangue.

Ho avuto come la sensazione che mi si fosse prosciugato il midollo nella spina dorsale.

Ho dovuto sedermi perché non riuscivo più a reggermi in piedi.

E silenziosamente ho iniziato a piangere, pentendomi amaramente di aver acquistato i biglietti per l’escursione all’Acropoli e chiedendomi se non fosse stato il caso di rimanere a bordo.

Avevo paura. Ero terrorizzata. Per me, per noi, per i miei bambini. E se non fossi stata in grado di proteggerli?

La notte ho dormito poco e male, prima dell’alba ero in piedi.

Ho tolto e lasciato in cabina orologio ed anelli, a colazione non sono riuscita a mangiare niente, ero come in apnea. E ci sono rimasta fino al ritorno in nave, dopo il quale mi è scesa la tensione trasformandosi in un fortissimo mal di testa e cervicale.

Come ho fatto ancora non lo so. Se lo rifarei? nemmeno questo so, perché è stata veramente veramente dura.

Per ora cercherò di concentrarmi solo sul fatto che ce l’ho fatta, per qualche ora sono stata più forte della mia paura.

E spero sia un buon inizio.

Vita da mamma

Rientrati ieri

Pensavo che sarei riuscita a raccontare questo viaggio strada facendo e invece..

Pensavo che in vacanza sarei riuscita a leggermi con calma i vostri ultimi post e invece..

Ho proprio dimenticato il telefono in fondo alla borsa per tenere d’occhio due birbanti.

Da domani si risale sul treno in corsa.. 😱

Prometto però di tornare il più presto possibile.. ho un paio di cose che vorrei proprio raccontarvi 💙 🌊