Pensieri ad alta voce

La vita continua

Mi commuovo e mi manca. 

Ma stiamo tutti il più vicino possibile alla nonna, con la quale quest’anno avrebbe festeggiato 62 anni di matrimonio..

Stiamo stretti stretti, tutti intorno al tavolo, nella stessa stanza che negli ultimi mesi è stata la sua stanza, ma che da sempre è stata la taverna, il luogo delle riunioni familiari. 

Pasqua, Natale, i compleanni.. tutti lì. 

In questa stanza si è spento il nonno. Ma sarebbe più corretto dire che in questa stanza si è spenta la sua sofferenza. Perché lui non si è spento. Lui c’è. Lo sentiamo. Ci raccontiamo aneddoti più o meno lontani, tiriamo fuori le foto, ci raccontiamo di “quella volta che..” e abbassiamo gli occhi a turno mentre ci vengono gli occhi lucidi. 

Ma lui non ci lascia e non potrà mai lasciarci perché ce lo portiamo dentro. Tutti e ognuno a modo proprio. 

Ha lasciato solo quel corpo scomodo, terribilmente doloroso, dimagrito, freddo.. ed è tornato quello dallo sguardo furbetto e sorridente che rivedo negli occhi di Diego, o dai gesti di mio papà mentre siede a tavola.. e quei gesti sono i suoi..

Perciò credo alle decine di voci che mi hanno sussurrato “la vita continua” stringendomi le mani in questi giorni. 

Ci credo. 

Perché la vita continua con te. ❤️

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Vita da mamma

Davvero

Non ci crediamo ancora, forse, ma è successo davvero. 

Sei partito verso quel luogo dove sarai già avvolto di luce, dove la sofferenza e la malattia non ti consumano più, anzi. 

Lì sei di nuovo tu, con orti e frutteti da tenere d’occhio. Mi dicono che, sebbene tu sia arrivato da meno di due giorni, già non ci sia più una foglia fuori posto. 

Ricordo così tante belle cose di te e confido che tu abbia ripreso a farle proprio tutte..

Non posso essere triste, perché con quello che hai dovuto attraversare, sicuramente ora stai meglio però mi manchi. 

Ho pianto, scrivendo la lettera che qualcun altro ti leggerà domani in chiesa. Io non posso farcela. 

Piango si, anche quando devo rispondere a tutte le domande che mi fa Giulia e non so se sono abbastanza brava a rispondere. 

“Ma il nonno adesso dov’è? In cielo perché non sa volare.. e al cimitero con cosa ci va? Ma c’è già andato o è ancora a casa? Se ancora a casa allora si può ancora vedere però lui non fa più niente? Ma come lo porta lo zio al cimitero se non può più stare seduto da solo in macchina? Ma lui ci vede? Ma cosa mangia adesso? E che cosa beve?”

Non l’abbiamo portata a vederti, temiamo che si impressioni, che sia ancora troppo piccola. D’altro canto lei, nelle sue mille domande, non l’ha chiesto e forse non desidera farlo. Spero non me lo chieda troppo tardi perché da domani non potrei nemmeno accontentarla più, nemmeno volendo. Non lo so cosa sia giusto e cosa sbagliato, in questo momento..

Vita da mamma

Come va? Non va

In questi giorni non ho voglia di leggere e gironzolare per i blog, nemmeno a tarda sera come facevo di solito. 

Ho un milione di notifiche di post ancora da leggere ma troppo poco tempo per farlo. Non potrò mai leggerli tutti. 

Giulia ha ripreso la scuola, ma solo 3 ore al giorno fino a lunedì. 

E io sono stanca, di una stanchezza indicibile, con dolori vari risvegliati anche dalle posture scorrette notturne per via di Diego in mezzo al lettone… e non riesco a trovare il tempo di prendere un appuntamento dalla fisioterapista. Che poi il problema non è la telefonata ma.. a chi lascio Diego finché vado?

Perché mio marito può prendersi appuntamenti e impegni a destra e a manca e alla fine notificarmelo? Mentre io devo chiamare prima lui, poi mia mamma, la suocera, il mondo intero, uscirne con un post it con scritto “prendere appuntamento con fisioterapista di martedì o giovedì mattina” per poi scoprire che la fisioterapista riceve solo il lunedì, il mercoledì e il venerdì?

Sono stanca di non essere padrona del mio tempo, di non averne mai di tempo per me. Ho iniziato a buttare i “giornali in attesa di essere letti” perché non ci stavano più sul ripiano e il tempo per leggerli, per me, non arriva mai. 

Perché mio marito ci può mettere tutti a letto la sera e passare due ore in pace assoluta guardando la TV o leggendo?

Ve lo dico io perché. Perché Diego non vuole saperne di dormire se io non sono presente. Mai!

Scusatemi.. oggi ho lagnosità in fase acuta 😓

Pensieri ad alta voce

Caro nonno…

Caro nonno, lo so che non mi puoi sentire e queste mie parole non ti arriveranno mai. O forse sì. Comunque sia devo scriverle, per me, per mettere quello che provo fuori da me, non solo in lacrime. 

Ti ho salutato in silenzio. Oggi, forse per l’ultima volta. Ti ho toccato senza dire una parola. 

Forse perché non avrei proprio saputo cosa dire.

Io non ho mai detto addio a nessuno.. e non avrei certo voluto incominciare con te..

Se non fosse che..

Non augurerei a nessuno il dolore che hai dovuto sopportare negli ultimi mesi, i fisico, le parole. Come se avessero deciso di mettersi a remarti contro. 

Non si può dire che tu non gli abbia dato filo da torcere. Hai resistito. Hai lottato. Lavorato in silenzio per mesi, senza lamentarti mai, per rimanere con noi un altro po’. 

Per regalarci quella luce nel tuo sguardo quando vedevi i miei bambini. 

So di averli portati a trovarti troppe poche volte, ma ce l’ho messa tutta per farlo ogni volta che ci sono riuscita.

Ancora non ci posso credere che tu abbia quasi esaurito le forze e le energie.. ma la verità è che probabilmente nessuno avrebbe avuto la tenacia e la forza di resistere così a lungo come hai fatto tu. 
Un anno e mezzo fa, ancora ti arrampicavi sugli ulivi, canticchiavi venendo dall’orto con il cestino pieno delle tue verdure. 

Orgoglioso mi offrivi pomodori o cetrioli da portare a casa. 

E orgoglioso sei stato proprio all’inizio di quest’estate quando papà ti ha portato fuori sulla sedia a rotelle a vedere quello che ha piantato lui. Quest’anno per la prima volta, perché tu non ne avevi più le forze. “L’allievo l’ha superà el maestro“, hai detto. Non credo che dimenticherà mai le tue parole.

Come non le dimenticherò io. 

E come non dimenticherò tante tantissime altre cose di te. 

Te lo prometto

Ho avuto la fortuna di vivere nella stessa casa con te per quasi 25 anni e, in questo periodo, ho accumulato immagini e aneddoti che mi porterò dentro e racconterò ai miei figli. 

Di quando i miei mi hanno comprato il primo pc alle superiori e tu, che non ne avevi mai visto uno, mi dicevi “ghe i maghetti lì?”..

O quando ascoltavo la musica a volume più alto del solito e dicevi “ghe San Valentin?” perché all’omonima fiera c’erano sempre gli autoscontri con la musica a tutto volume..

O di quando mi hai prestato i soldi per comprarmi la macchina e quando sono venuta per restituirti l’ultima “rata” hai voluto abbuonarmene metà e a me sembrava che me l’avessi regalata tutta tu..

O quando dormivo nella camera accanto alla tua e della nonna e dovevo chiudere la mia porta di notte perché russavi così forte che non riuscivo a chiudere occhio..

O di quella volta che ti sei inventato di mettere delle galline in giardino e io le sentivo chiocciare nel silenzio della mattina presto ma non capivo da dove provenisse il rumore..

Ho tantissime cose da ricordare di te, perciò non te ne andrai mai veramente

Buon viaggio nonno. Ti voglio bene. 

Vita da mamma

Non è tempo per noi

Sto scorrendo i nostri messaggi da febbraio ad oggi per cercare un codice cliente di una bolletta, che so per certo, mi avevi mandato. Non voglio disturbarti per chiedertelo di nuovo. Me lo dicono tutti che lavori, tu. 

E me lo dicono con uno sguardo e un tono che lascia intendere che sono convinti che io passi le mie giornate sul divano (perché? Ce l’ho ancora un divano?). Vabbè pazienza. 

Comunque. Scorro i messaggi. 

E non vedo altro che comunicazioni di servizio, liste della spesa, “passainfarmacia”, vai tu/vado io a prendere i bambini. 

50 sfumature di “arrivo fra 5 minuti”, tuoi. 

500 lamentele varie sui bambini del tipo, “oggi non dormono”, “Diego oggi sta sempre in braccio e non riesco manco a cucinare”, “Giulia ha ribaltato la casa”, miei. 

Che diciamocelo. A rileggerli sono pure patetici. Cioè, se li avessi ricevuti io.. con che stato d’animo sarei rincasata? Col machepizza??

Ok, si.. ci ho trovato qualche bacio qua e là. Ma niente a che fare con dolci buongiorno o un “come va la tua giornata?” a metà mattina. Sogno troppo ultimamente, eh. 

Però non va bene. Noi non siamo solo agende, appuntamenti, treni e taxi per bambini, fattorini per la spesa..
Io voglio stare un po’ con te. Che non riusciamo mai nemmeno a dormire insieme da soli. 

Tu vuoi stare un po’ con me, lo so, ma che posso fare se uno si addormenta solo con la mamma e l’altra vuole la mano finché si addormenta e, con questa scusa, occupa il lettone?  Altrimenti dovrei lasciare Diego con te e non si addormenterebbe.. e alè col circolo vizioso? 

Abbiamo un invito per il 23. Un evento di un cliente importante. Io ci provo, voglio un po’ invertirla questa rotta. E voglio cominciare adesso. 

Vorrei che potessimo lasciare i bambini un paio d’ore e approfittare di questa occasione per stare “da soli” io e te. 

Due ore. Infondo saremo a 10 minuti da casa.. Mi parrebbe fattibile.. Non mi sembra di voler la luna, no?

Pensieri ad alta voce · Vita da mamma

Settembre per me

Settembre per me è una curva. 

Da sempre, da quando andavo a scuola, poi ho cominciato a lavorare, ma anche ora che a scuola ci va mia figlia.

Settembre è una curva

Inizio a rallentare frenando, scalo le marce, mi concentro sulla strada e tengo pronto il piede a scattare sull’acceleratore

Oggi, a metà della prima quindicina, sto ancora rallentando. 

Sto cercando di impostare bene la traiettoria, per evitare di dover aggiustare il tiro poi in accelerazione. 

Faccio bilanci, a settembre. 

Faccio pulizia dentro e fuori, a settembre. 

Faccio piani, a settembre. 

Per me è come se iniziasse un nuovo anno, a settembre. 

Da un lato mi intristisce un po’ il fatto delle ore di luce che diminuiscono drasticamente, dall’altro sono in fibrillazione per i tanti progetti in ballo.. fra cui una nuova casa, dicci poco. 

Non sono carica come vorrei, quindi devo dosare le forze con saggezza

Però fisicamente sono abbastanza in forma, come non sono mai stata dalle scuole medie in poi. E quando mi guardo allo specchio sono quasi soddisfatta. Mi da un po’ di positività. 

Alla facciazza di chi è stato capace di dirmi: “Per forza che sei dimagrita così! Stai ancora allattando! Vedrai, vedrai, quando smetti che inversione di tendenza..”