Vita da mamma

Come mi manca..

Passare di qua.

Lasciare un pensiero.

Fermare una sensazione.

Condividere una riflessione.

Ecco, ho trovato un buon proposito per il 2019: riprendere un po’ questo mio spazio impolverato..

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Vita da mamma

Se..

Se avessi saputo che te ne saresti andata così presto, quante cose ti avrei detto ancora.

Se avessi saputo che te ne saresti andata così presto, quante domande ti avrei fatto per imparare ancora qualcosa da te.

Se avessi saputo che te ne saresti andata così presto, come vorrei non aver spesso rimandato di venirti a trovare.

Se avessi saputo che te ne saresti andata così presto, non sarei stata mai pronta a lasciarti andare. Non sarei comunque stata capace di trovare le parole giuste per salutarti.

Ma ora il pensiero di entrare a casa tua, dove tu non ci sei, ma allo stesso tempo dove tu sei così presente, mi strazia.

Toccare le tue cose, che tu stessa non sapevi che non avresti più toccato all’indomani, mi fa mancare il fiato.

Mi hanno ripetuto in tanti in questi giorni che l’unica piccola, piccolissima consolazione, è il pensiero che almeno non hai dovuto attraversare un terribile calvario come il nonno..

Ma tu l’hai attraversato CON lui. E tu, quella che tutti pensavano fragile, sei stata una ROCCIA.

Per dieci mesi esatti, mai ti ho vista vacillare. Ricordarlo sempre, nominarlo spesso, accendere il lumicino accanto alla sua fotografia tutti i giorni.. ma vacillare mai.

Anche questo avrei voluto imparare da te. Allora mi impegno, penso ai mille episodi della mia infanzia in cui eri accanto a me, scorro le fotografie e i video sul cellulare cercando quelli in cui compari.

E prego. Prego perché, da bambina, me l’hai insegnato tu a farlo.

Prego, perché mi fa sentire più vicina a te.

E spero che mi perdonerai per tutto il tempo in cui avevo scordato come si faceva.

Mi manchi nonna. Mi manchi tanto.

Vita da mamma

Facciamo l’appello: Mamme che credono in loro stesse?

Tra meno di un mese compirai due anni.

E oggi, dopo averti cambiato il pannolino, nel momento in cui l’ho soppesato chiedendoti se era stato il cammello a venirci a fare pipì dentro dato il peso, la mente è tornata a quando – poco meno di due anni fa – mettevo sulla bilancia elettronica i pannolini per verificare che avessi fatto abbastanza pipì.. che stava a significare che avevi preso abbastanza latte.

E ho pensato a quanta poca fiducia riponessi in me stessa. E probabilmente non era nemmeno tutta farina del mio sacco.

Oggi, superati i 13 kg e 80 cm, posso dire di aver fatto bene a perseverare con la mia tenacia e testardaggine.

Nessuno, tranne la pediatra e i miei genitori, sanno che sei un bambino che ha seguito uno svezzamento completamente vegano e ora vegetariano.. eppure tutti incontrandoci commentano come tu sia il ritratto della salute e che devi essere sicuramente una buona forchetta che mangia di tutto.

Inorridirebbero e si rimangerebbero subito la parola se io confessassi che l’unico ragù che tu abbia mai mangiato è quello di lenticchie?

Con l’ingresso alla scuola dell’infanzia (per la quale manca un anno ma potresti pure essere ammesso prima se la mamma non avesse certi dubbi) la mamma sarà messa davanti ad un bivio:

– accettare che ti venga dato da mangiare cibo che non approvo e non ritengo salutare solo perché “il menu è sempre stato così ed è sempre andato bene a tutti” e in fin dei conti mi devo accontentare di aver fatto di testa mia per due anni, come mi ha detto qualcuno?

– segnalare che vorrei che seguissi anche a scuola – salvo che tu manifestassi l’interesse ad assaggiare quello che hanno nei piatti i compagni, è ovvio – un’alimentazione vegetariana il più possibile su base vegetale. Il che aprirebbe due scenari: 1. Ti rifilerebbero uova e mozzarella un giorno sì e l’altro pure. 2. Inizierebbero ad additarci per strada come la mamma pazza che non fa mangiare carne e pesce a suo figlio e il bambino che “hai visto come è deperito?!”.

In un paese di 3000 anime dove tuo marito e la sua azienda sono piuttosto conosciuti, non lo augurerei a nessuno.

Se seguissi poi il consiglio del pediatra vegano, che mi ha inviato addirittura una bozza di lettera raccomandata scritta dal suo avvocato con la quale comunicare alla scuola (che non è nemmeno statale ma paritaria) che è tenuta a venire incontro alle mie richieste.. ecco, finirei direttamente sul quotidiano locale. Te lo dico io. E pure senza passare dal Via.

Ed eccola qui, la tua mamma che una settimana fa sbandierava sicurezza e autostima.. seduta sulla staccionata con le gambe penzoloni mentre pensa quale sia la soluzione migliore.

Il problema è che non vedo nemmeno un male minore. In quello che sto facendo e ho fatto finora ci credo, penso davvero che sia per la tua salute e per il tuo bene. Allo stesso tempo, penso che per la tua salute e il tuo bene, sia sbagliato farti sentire “il diverso” solo perché la mentalità del paesello su questo fronte è – a dir poco – ottusa.

La soluzione potrebbe essere mandarti in una scuola dell’infanzia in un altro comune limitrofo dove non ci conosce e non conosciamo nessuno (nemmeno la scuola e le insegnanti però 😓) ? Ammesso e non concesso di trovare una scuola dove sia possibile seguire un’alimentazione vegetariana.. a discapito anche della comodità di avere la scuola dietro casa e tua sorella da portare al mattino in un’altra scuola, con un orario diverso dal tuo e correre correre correre..

Uff. Proprio non so. Meglio che rimanga seduta qui con le gambe penzoloni ancora per un po’..

Il panorama di te che dormi tranquillo ignaro di tutto, è stupendo ❤️

Vita da mamma

Houston, mi arrangio?

Fatta l’ultima visita che dovevo fare per la mia “revisione” posso tirare il fiato e dire che è davvero tutto ok.

La salute tutto ok. Molto bene.

Non la do mai per scontata, anzi passo dei periodi da ipocondriaca 😬 soprattutto quando sono molto stanca e gli ormoni del ciclo ci mettono del proprio, ma questa è un’altra storia.

Al lavoro, tutto bene. Anche se ieri sera sono uscita dall’ufficio alle 19,30 dopo un incontro con il nostro avvocato, la cena ovviamente non era pronta e non mi sono sentita perfettamente a posto con la coscienza di mamma.

Sto lavorando come una pazza, su un progetto che non conoscevo, mollato dalla sera alla mattina da 4 persone che -per motivi diversi fra loro- se ne sono andate senza nemmeno fare un passaggio di consegne.

E il bello è che devo ammettere che me la sto cavando egregiamente.

Non sapete quanto sia strano, per me, dirlo.

Oggi, lasciando l’ufficio a ora di pranzo, mentre aspettavo che si aprisse il cancello per uscire con la macchina, mi sono guardata negli occhi nello specchietto retrovisore e mi sono detta:

Ohi, sai che sono abbastanza fiera di te?

Ok, quando ho partorito il pensiero, un microsecondo prima di dirmelo, quell'”abbastanza” non c’era.. ma è difficile perdere le vecchie abitudini.

È una cosa talmente nuova per me, apprezzarmi.

Apprezzarmi davvero. Nel fisico, pur con i miei mille difetti. Nelle mie capacità, pur con le mie duemila lacune e mancanze.

Accetto tutto di me, oggi.

Non so se durerà ma è una bella sensazione. Contagiosa, che mi da la spinta per alzarmi dal letto alla mattina con quella sensazione positiva appiccicata addosso.

Anche se le giornate sono complicate.

Ce la posso fare. 💪🏼

Quanto è bello, per una volta, non aver bisogno che sia qualcun altro a dirmelo per credere in me stessa??

Vita da mamma

La revisione

Mi spiace non aver tempo di fermarmi e passare a leggere un po’ di post arretrati, ma negli ultimi giorni, oltre a casa, bambini, marito e lavoro, sono impegnata nel fare la revisione.

Non della macchina.

Ma di me medesima 😅.

Rimandavo da tempo immemore esami e visite di controllo.. avevo impegnative pronte ma continuavo a rimandare in attesa di avere tempo.

Poi, una settimana fa, mi sono svegliata e mi sono detta: ecchecavolo! Brontolo tanto con mio marito che deve pensare di più alla sua salute.. e mi metto a trascurare così la mia?!

Detto. Fatto. C’è da dire che quando sono decisa poi non mi ferma più nessuno.

Ci è voluta un’intricatissima programmazione di chi porta i bambini, chi li va a prendere, vieni a casa tu o li porto da mia mamma, ecc ecc.. ma ci siamo riusciti:

– esami del sangue ✅

– consulto da un nuovo dentista ✅

– visita oculistica ✅

– occhiali nuovi ordinati ✅

– pap test ✅

– controllo ginecologico ✅

Ora mi manca solamente la mappa dei nei (che è la cosa che temo di più perché ho dei sospetti 😰 ma non voglio fasciarmi la testa) tra una decina di giorni e poi penso di poter dichiarare la revisione conclusa.

Ma possibile che a noi mamme risulti così difficile pensare un po’ più a noi? E poi ci ritroviamo magari, come nel mio caso, a fare tutto in una volta?!

Io una tirata d’orecchi me la sono data eh..

Voi come siete messi?

Vita da mamma

I miei 10 minuti

Eccomi, finalmente.

Mi prendo 10 minuti per me, per guardarmi dentro e mettere nero su bianco quello che vedo.

Che per me equivale a dirmi le cose in faccia.

Volente o nolente, è passato qualche giorno dal momento in cui in ufficio ho ricevuto una notizia che mi ha spiazzato. Ho accusato il colpo e ho dovuto prendermi del tempo.

Quasi tre anni fa, è stata la stessa notizia a darmi il colpo di grazia e farmi finire a raschiare il fondo.

Quel che stato è stato, oggi posso dire di stare abbastanza bene anche se questo dipende da un impegno costante.

Ma proprio perché arrivare fin qui mi è costato fatica e tanto tanto lavoro su me stessa, mi sono chiesta se stavolta fossi disposta a farmi portare a fondo di nuovo.

E la risposta è stata NO.

Certo, anche stavolta farò quel che devo, testa bassa e avanti tutta, ma senza farmi fagocitare cercando di fare oltre le mie reali possibilità. Oggi ho anche due figli, una casa da mandare avanti, un marito la cui salute non mi lascia mai dormire sonni al 100% tranquilli.

Mi rendo conto che sembra che io stia parlando in codice. Il fatto è che lavoro e vita privata per me sono strettissimamente correlati.

Lavoro nella società principale di mio marito e, al contempo, gestisco la parte amministrativa delle altre tre società diciamo minori.

Tutto ciò ha tanti pro, lo devo ammettere, ma anche tanti contro.

Uno fra tutti dover fare spesso da mediatrice tra i soci, da portavoce, qualche volta da ago della bilancia.

Tutto ciò ovviamente oltre al mio lavoro ordinario.

E lo faccio volentieri, certo, nel normale orario di ufficio, di sabato, domenica, dopo cena, al telefono reperibile sempre.. perché dopo tanti anni è come se fossi il capo di me stessa e quindi all’andamento positivo delle cose ci tengo come se le aziende fossero anche mie.

Questo mi porta a non risparmiarmi MAI.

E ora devo stare attenta, perché avvicendamenti interni e alcune collaborazioni in bilico potrebbero restituirmi un carico da 1000 che per il mio carattere non esiterei un secondo a caricarmi sulle spalle.

MA STAVOLTA DEVO ANCHE RICORDARMI DI TUTTO IL RESTO.

Senza lasciarmi fagocitare e poi consumare cercando di fare wonderwoman.

Ora lo so.

Ora me lo sono detto chiaro e tondo.

Adesso non mi resta che darmi anche retta.