Vita da mamma

Per te

Ho atteso e sperato che arrivassi e cercato di vincere paure, insicurezze, inesperienza.

Ho cercato di fare sempre il meglio possibile, impegnandomi e informandomi ovunque e ogniqualvolta ne avessi occasione per diventare una mamma migliore in grado di fare le scelte migliori per te.

Ho imparato a leggere le etichette sugli alimenti e su tutti i cosmetici, detersivi e qualsiasi cosa entrasse in contatto con te. Sembra impossibile, ma prima di te non lo facevo.

Ho letto libri e articoli sulle attività per stimolare la creatività e la fantasia per educarti nel vero senso della parola, a tirare fuori quello che avevi dentro.. il più delle volte è successo che tu hai insegnato qualcosa a me.

E mi hai spesso e volentieri lasciata a bocca aperta.

Mi sono opposta alla tua maestra che riteneva meglio per te che ti mandassimo alla primaria un anno prima.

Ho imparato a fare le trecce, chignon, a mettere i fiorellini sullo smalto rigorosamente a base d’acqua.

Ho atteso dopo il giorno del tuo quarto compleanno per dirti che saresti diventata una sorella maggiore.

Da quel giorno hai preso l’abitudine di venire a letto con me la sera, per farmi compagnia e addormentarci insieme. Quello che non sai è che non avrei potuto chiedere di meglio per alleviare l’angoscia che provavo quando iniziavo, di nuovo, a dubitare di me, delle mie capacità, della mia capacità di ripartire da zero proprio nel momento in cui eravamo “fuori dal tunnel” e tu eri indipendente da un lato ma attaccatissima a me, dall’altro. Avrei saputo non farti mancare niente? Sarei riuscita a farti sentire sempre quanto ti amavo nonostante il tempo e le energie che mi avrebbe naturalmente richiesto il tuo fratellino neonato?

Se quando sei nata tu, andando in ospedale avevo timore dell’ignoto, di non sapere cosa mi aspettasse prima di poterti vedere e conoscere, quando sono andata in ospedale per mettere al mondo tuo fratello, il mio unico pensiero eri tu, e come avresti fatto a stare così tanto tempo senza di me.

Per fortuna sono entrata in ospedale a mezzanotte, mentre tu dormivi, e sono mancata da casa solo un’altra notte.. ma durante quei due giorni continuavo chiedere di te a papà.

E l’angoscia che ho provato quando papà e nonna ti hanno portata in pronto soccorso mentre io ero ricoverata ? Perché piangevi dicendo che avevi mal di testa e io, grazie anche allo scombussolamento ormonale, pensavo già a chissà quale male terribile.. non mi ci far pensare!

E poi il repentino cambiamento.

Da quando ho varcato la soglia di casa con quello che tu probabilmente hai percepito come il mio nuovo amore, dato la quantità di tempo e energie che (necessariamente) mi assorbiva, non hai di certo iniziato ad amarmi di meno, ma hai iniziato a dimostrare la rabbia e il fastidio nei miei confronti.

E io giù di nuovo a leggere libri, saggi e tutto quello che trovavo per capire come comportarmi per migliorare le cose.

Ed era tutto inutile. Niente ha funzionato. Se poi aggiungiamo la mia stanchezza e mancanza di sonno che si traduceva spesso in mancanza di pazienza, una catastrofe.

Non sai quante volte mi sono chiesta dove sbagliassi con te, perché da allora ho sempre avuto l’impressione che il nostro rapporto non fosse più tornato lo stesso. Neanche lontanamente.

Ma adesso ho capito, è come se papà si fosse portato a casa un’altra fidanzata. È come se l’avesse fatto dicendomi: “ti amo come sempre, ma d’ora in poi lei vivrà con noi”.

Probabilmente ti stupiresti nello scoprire che quello che combinerei io per la rabbia, sarebbe molto di più e molto peggio di quello che tu -alcuni giorni- combini a me.

Ma adesso che ho capito (e scusa se ci ho impiegato un po’ troppo) intendo riconquistarti.

E ti dimostrerò che tuo fratello non è né il mio nuovo amore con cui sostituirti, nè un inquilino scomodo.. ma un abitante del mio cuore insieme a te.

E non mi interessa se non è matematicamente possibile, ma occupate entrambi il 100% dello spazio.

Buon compleanno tesoro mio, mi pare impossibile che siano già 6. ❤️

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Vita da mamma

Ma era mica un film da bambini?!

Non andavo al cinema da.. non so nemmeno quanti anni. Ho cercato di ricordare quale sia stato l’ultimo film che ho visto ma non c’è stato verso.

Sono tornata oggi con Giulia, insieme alla sua amica del cuore e alla sua mamma. Emozionatissime entrambe perché non erano mai state al cinema.

Quando ho capito che la storia di Coco aveva a che fare con il mondo dei morti e affini, per un attimo ho pensato di tirarmi indietro. Ma solo per un secondo perché oramai avevo promesso.

Un tema difficile, per me, da affrontare e invece la storia è di una tale delicatezza, così commovente.. anzi, sarà infantile ma sapete che vi dico? Non mi importa. Credo di aver trovato l’esatta immagine dell’aldilà che non riuscivo ad immaginarmi ma che in un qualche modo mi rassicura.

Ho pianto. Che ve lo dico a fare. E non avevo neanche le attenuanti degli ormoni della gravidanza che aveva l’altra mamma. Però sono uscita tutt’altro che angosciata, anzi, come rafforzata da un caldo abbraccio.

Andate a vederlo, portateci figli e nipoti. Oppure andateci da soli che tanto non c’è nulla di male.

E poi, Paola.. è pieno di una miriade di scheletrini tanto carini che ti piacerebbero da matti!!

Pensieri ad alta voce · Vita da mamma

Buonanotte amore

Forse sono io ad avere bisogno di dormirti accanto. Più che tu di me.

Forse sono io a non saper trattenermi dall’annusarti i capelli chiudendo gli occhi e inspirando il tuo profumo.

Forse sono io la causa dei continui risvegli, quando ti bacio troppo. O quando non resisto e accendo la luce sul comodino per ammirare meglio i tuoi lineamenti perfetti, le ciglia lunghissime, le labbra socchiuse..

Però di certo è colpa tua.

Che continui a farmi innamorare perdutamente di te, principino mio.

Pensieri ad alta voce

31 dicembre

Non mi va di fare bilanci, dovrei rivangare tra ricordi non troppo felici e momenti che preferisco lasciare dove sono. Alle spalle.

Non voglio strafare nemmeno con i buoni propositi. Mi conosco: punterei troppo in alto e probabilmente passerei poi l’anno a cercare di raggiungere obiettivi fuori dalla mia portata, anche solo per il fatto che molte cose che mi prefiggerei non dipenderebbero solo da me, ma da mille altri fattori su cui non ho controllo.

Invece ho altri piani. Ci sono nuove prospettive al mio orizzonte, ma tutto quello che ne sarà dipenderà dal mio andare.

Una cosa è certa: Hakuna Matata. Senza pensieri. Che per me è l’antitesi di ciò che sono sempre stata: sempre a pensare, ragionare, organizzare, valutare, ripensare e poi agire sempre fra mille timori.

Da un po’ lavoravo ad un cambiamento di registro. Forse sono a buon punto. Forse all’inizio della strada. Ma è una strada che mi piace. “Hakuna Matata: senza pensieri. Pensiamo di meno e godiamocela di più” era il nucleo centrale del bigliettino che ho scritto per Natale a mio marito.

Questo mi auguro (e vi auguro, se vi fa piacere) per il 2018: perdermi meno nei ragionamenti e gustarmi di più ogni giornata.

Ci auguro tanta Felicità ❤️ buon Anno

Alimentazione vegetariana

V come viaggio, V come Veg – i dolci di Natale

E mentre lo scorso anno la Motta mandava in onda quello spot che sfotteva un po’ i vegani (ve lo ricordate? Papaya e tofu tritato?), quest’anno la mia città si è superata..

Non me ne sono accorta da uno spot televisivo, ma direttamente dallo scaffale del supermercato:

Non mancherò di assaggiarlo, statene certi.

Se lo avete assaggiato o lo assaggerete, fatemi sapere.

Intanto.. grazie Paluani ❤️